Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/33

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 27 —

nostre barche depongono laggiù del pesce di frodo.

— Quante barche avete?

— Quattro, adesso. Il povero Adelmo e arrivato ad averne sei, come un branco di cavalli. La rendita è buona, ma le spese e le tasse grandi. Così pure per la casa: il vento di mare ha denti di lupo.

— E voi vivete qui, — egli disse guardandosi intorno per la camera terrena piccola e triste; ma la donna non parve neppure capire che si poteva vivere, almeno una parte dell’anno, nelle stanze belle della casa.

— Si sta bene, qui; non c’è da fare le scale. Col povero Adelmo, prima di fabbricare questa villa, si viveva in una cameretta sola, in paese.

— Eppure si era più felici.

— Oh, no. Si era giovani, e quindi più resistenti.

— Ma ancora sei giovane, — disse il maestro guardando il profilo puro di lei che spiccava quasi argenteo fra la macchia nera dei folti capelli: ed ella sorrise, per avvalorare l’affermazione di lui, mostrando i denti intatti; ma era un sorriso lievemente amaro.

— Ho quindici anni più del suo Antonio.... Anche per questo.... non sono più giovane come allora.

Ritirò il sorriso, nascose i denti, come si ritira