Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/41

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E parve calcare su quest’ultima parola, con una lievissima tinta di rimpianto; poichè non lui, come aveva sperato, ma la vita stessa con le sue forze fatali aveva fatto del giovane un uomo.

Questi intese, e parte con sincerità parte per effetto del buon vino che gli si mescolava al sangue, non trascurando di guardarsi di lontano come un buon attore nello specchio di fronte sulla parete, si mise a declamare.

— Tutto a lei devo! E non dimentico nulla, no: lo stesso stato di benessere in cui attualmente mi trovo, lo devo ai suoi buoni insegnamenti, al suo esempio. Se qualche volta mi sono trovato sull’orlo dell’abisso e tosto ho pensato a lei, mi sono sentito tirare indietro. E può dirlo quella santa donna distesa su quel letto di dolore, quante volte in sogno mi ha sentito pronunziare il suo nome; e questa bella creatura può dire come le ho parlato di lei ancora prima che di Dio; non è vero, Ola?

Ola scoppiò a ridere: riso di contentezza, nel vedere il padre rivolto così solennemente a lei, ma che poteva parere anche di beffa: tanto è vero che Ornella le diede un colpettino sulla testa, mentre ritirava i piatti, senza del resto dimostrare di porre la minima attenzione ai discorsi di quei due.

— Non esageriamo, — disse il maestro, con