Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/42

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quel lievissimo accento di ironia che a volte gli risonava nella voce come a sua insaputa. — Io potevo fare di più, per te; il guaio è che, come i padri veri, sono stato debole. Ma poichè la sorte ti ha aiutato e tu sei contento, ringraziamo pure il Signore. La felicità è con noi.

Si rivolse anche lui alla bambina, facendole un cenno di saluto; ella ascoltava, con gli occhi raggianti, e questa volta non rise, perchè non aveva capito bene, ma con una mossa graziosa della testa rispose un po’ ironica al saluto del nonno.

E il padre bevette ancora sollevando il bicchiere verso di lei.

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Rimasti poi soli, i due uomini parlarono con più libertà, fumando la pipa. E anche le loro pipe dimostravano il loro carattere diverso; corta e tutta di un pezzo quella del maestro, di radica annerita dal tempo, col fornello preistorico; lunga e col bocchino guarnito d’argento quella di Antonio. Fumavano anche in modo diverso, il primo tenace e profondamente voluttuoso come un bambino che succhia la mammella materna, l’al-