Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/8

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nome di lui, Giuseppina Nicola, la sua prima bambina, e infine lo invitò anche a nome della moglie ad andare ad abitare con loro.

E il maestro, laggiù nel paesetto umido sperduto tra valli e montagne, pensava a questa nuova famiglia, in questo sfondo favoloso di paesaggio marino, proponendosi di mettersi in viaggio, per andare a visitarla, come uno dei re Magi verso Betlemme: ma aveva paura della distanza, degli scioperi ferroviari allora frequenti, dei cinque trasbordi necessari per raggiungere quel paese di sogno.

Così passò qualche anno, finchè egli non andò in pensione: rimasto solo, senza più neppure la turbolenta e ingrata famiglia della scuola, si decise al grande viaggio: e partì davvero con gioia religiosa non priva però di un vago terrore.

Era il suo primo viaggio, quello, il suo viaggio di nozze con la vita: neppure il figlio giovinetto, sfuggito al recinto delle mura domestiche in cerca di spazio e di fortuna, aveva fatto il transito così di volo fra la realtà e il sogno. La terra gli sfuggiva di sotto i piedi come il pavimento lucido di una sala da ballo; la natura gli danzava intorno spiegando e ripiegando i veli dei suoi paesaggi sempre diversi, e lo trascinava con sè, in alto sui monti fino a toccare le nuvole, e dentro i loro passaggi fumosi e neri