Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/96

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una lieve gelosia nel nonno: il padre però tese le mani in avanti per difendersi da qualche possibile macchia, poichè indossava il vestito nuovo, quello di lana scura, che gli disegnava bene le spalle slanciate e ravvivava il colorito del suo viso.

Era stato al funerale di un vecchio marinaio suo dipendente, ma l’impressione che ne riportava era piuttosto di allegria: i suoi begli occhi umidi e lunghi brillavano di gioia e il profilo lucido e la bocca fresca lo ricordavano al maestro adolescente spensierato quando tornava da qualche scorreria coi suoi amici nei boschi della montagna, e riportava a casa, in trionfo, un uccello morto o una manciata di funghi. Poichè Ola lo rincorreva, e tentava di afferrarlo, egli cominciò a balzare e nascondersi qua e là dietro i mobili, poi entrò nella stanza attigua e chiuse l’uscio: ma la bambina fece il giro dell’appartamento e lo raggiunse furtiva: e furono risate e stridi che riempirono come di un garrire di rondini le stanze silenziose.

— È ancora un ragazzo, — pensò il maestro, e diede allegramente gli ultimi tocchi alla parete, illudendosi ancora, come negli antichi giorni felici, che Antonio potesse mettere giudizio e diventare un figlio e uno sposo affezionato e fedele.

Anche a tavola, sebbene ogni tanto egli li pregasse di non dar molestia alla malata, quei