Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/139

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cuori e vedendosi riflessi l’uno negli occhi dell’altro.

— Perchè ti ho voluto? Come puoi domandarmelo dunque? Ti ho voluto per vederti un’ultima volta, per dirti a voce ciò che tu sai: ch’io sono innocente, ch’io sono perseguitato perchè t’amo; che soffro immensamente, non per me, non per la calunnia che i tuoi m’hanno sguinzagliato dietro come un cane arrabbiato, non per i pericoli che, sia o no fatta giustizia, mi attendono, non per i danni civili e morali che io ed i miei subiamo e subiremo, non per nulla infine che mi riguardi... ma per te, per te, Silvestra cara, per quello che fanno soffrire a te, per quello che ti costringono a fare.... e che io, io, io non posso impedire.... Ecco perchè ho voluto che tu venissi, Silvestra, ecco perchè.... perchè non so se ci rivedremo più mai in questa vita.... perchè avevo bisogno di rivederti ancora una volta onde farmi coraggio, onde non odiare chi tu ami, onde non esser tratto a quel delitto che mi si vuole addossare...

Ella gli chinò il volto sulla spalla e si mise a piangere disperatamente. Allora egli sentì davvero tutta la forza che invocava dalla presenza di lei; le sollevò il volto, volle che i grandi occhi di madreperla si fissassero ne’ suoi, ed ebbe il triste coraggio di sorridere.

— Ma dunque! Non piangere, non voglio!