Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/252

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— Stefano! Stefano! Macchè Stefano! Cosa ci ha da veder il nome del padre! Si devono ricordare i vecchi, il nonno paterno, prima di tutti, poi il nonno materno, poi la nonna paterna, ecc..

— È vero..., cominciò Ortensia, ma un più vibrato: — Sta zitta tu, marmotta! — la richiamò a posto.

— Se il padre vuole..., per me fa lo stesso chiamarlo Piane o Stene, — disse Maria, sollevando il busto.

— Il padre, il padre! — ripicchiò don Piane, — Macchè padre! Cosa se ne intende egli degli antichi usi? Devi volerlo tu, non lui...

La vocetta si fece aspra, dispettosa: il momento di lucidità, di tenerezza e soavità era passato.

Maria pensò che doveva contentare il suocero a scanso di altri malumori. Grazie a Dio se egli sembrava finalmente riconciliante!

— Ma io lo voglio di certo, ma sicuramente, sicuramente...

Rientrando dopo qualche momento, Stefano sentì l’ancora animata discussione; ma al suo apparire si fece silenzio.

— Cosa c’è? — domandò.

Don Piane e Maria tacevano, quasi vergognosi, ma intervenne Ortensia:

— Il padrone vuole....