Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/293

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 285 —


contentezza. Ed egli trovò ciò tutto naturale, mentre il giorno innanzi se ne sarebbe adirato.

Prima d’arrivare a casa sua apprese a sua volta la lieta novella: tre ore innanzi, forse nello stesso momento ch’egli per istintivo impulso sentiva tutta la luminosa gioia della fiorente natura riverberarsi su lui, Maria lo avea reso padre d’un maschio. Ma la notizia non lo commosse, non potè penetrare lo strato di folta caligine che gli attoscava il cuore. Non s’affrettò, quindi; e giunto picchiò al portone con la punta del piede. Entrato nel cortile smontò con una certa pesantezza, non parlò alla fantesca che lo guardava sorridendo, e non badò ai cani che gli facevano festa e gli guaivano intorno.

Entrò prima di tutto nel salotto da pranzo e bevve avidamente un bicchiere d’acqua: poi, istintivamente, come un bambino spinto da un selvaggio desiderio, si trovò davanti alla porticina rossa dell’attiguo stanzino, e provò ad aprirla: ma oramai l’uscio era chiuso dall’altra parte, e ciò, nello stato d’acuta irritazione in cui egli fremeva, bastò perchè il dubbio si cambiasse quasi in certezza. Forse però la certezza sarebbe stata meno angosciosa di quel dubbio giunto all’estremo. Sentì tutti i suoi nervi tendersi come corde pronte a spezzarsi, e gli parve che per lo spasimo di quella dolorosissima tensione il suo cuore urlasse.