Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/83

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Don Piane era stanco morto, i suoi passi diventavano microscopici, e soltanto per orgoglio non si appoggiava alla nuora.

— Perchè non vuole? — domandò con una vocetta dispettosa. — Deve volere. Siamo vicini a casa tua, non è vero?

— Siamo davanti! — disse Stefano, ricordando la notte in cui s’era fermato sullo stradale mentre il ruscello cantava arcane parole.

E cercò di passar oltre, ma Maria si fermò decisa.

— Scherzi? — diss’egli vivacemente. — Andiamo dunque, che diavolo? Ritornerai domani mattina. Ora devi venir con noi, prima di tutto perchè non devi lasciarci soli, e poi.... se ci vedono rientrar soli le serve dicono che per via abbiamo avuto qualche malanno.

Ella si fece ancor più pensierosa, poi si rivolse nuovamente al suocero.

— Cosa ne dite voi?

— Io? Cosa c’entro io? Se vuoi venire vieni, se vuoi restare, resta.

— Siete molto stanco?

— No! — affermò con orgoglio.

— Altro che no! Non state in piedi! — osservò Stefano sorridendo.

Maria ebbe un ardito pensiero, ma alzò gli occhi meravigliati sentendosi preceduta da Stefano, che diceva:

— Entriamo un momentino da te, e mentre