Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/84

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 76 —

babbo si riposa, decideremo se puoi o non puoi venire... almeno a cena! Andiamo, babbo, appoggiatevi a me.

Gli prese la manina e se la mise sul braccio, ma don Piane arrossì, tremò d’ira, si ribellò.

— Macchè! macchè! Io non vengo..., io non vengo... io... Andiamo a casa nostra, andiamo..., io non vengo....

— Venite! — disse Stefano con voce persuasiva. — Ci riposiamo un momento, un momento solo: — e lo trascinava riluttante e fremente.

Maria seguiva meravigliata e confusa: la porta era aperta, e Stefano l’infilò volgendosi sul fianco per far entrare il vecchietto, che, attraversando l’andito, continuava a protestare e dibattersi.

Il giovane ricordando ove zia Larenta l’aveva fatto passare entrò nella stanza del telaio, illuminata appena da una piccola finestra.

— Mamma, mamma? — chiamò Maria sulla porta di cucina.

Ma donna Maurizia apparve dalla parte opposta, cioè sull’uscio verso cui si dirigeva Stefano, e alla incerta luce del crepuscolo si videro i peli de’ suoi baffi rizzarsi minacciosamente.

Che cercava don Piane Arca in casa sua?

E don Piane, che sempre aveva nutrito una