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116 la via del male


— Perchè non sei venuta? Ti ho aspettato, ti ho aspettato sempre. Il tempo era bello... Hai avuto paura di venire?

— Non ho avuto tempo, — ella rispose con voce fredda.

Ma d'improvviso si animò, lo guardò, parve prendersi il perfido gusto di provocarlo, di fargli capire che non aveva paura di lui.

— Verrò quest’altra settimana. Ci devono essere dei finocchi e verrò a coglierli. La vigna è presto lavorata, non è vero? Ora stai a potare?

— Sì, sto a potare. No, tu non verrai, me ne accorgo...

— Ma cosa vuoi che venga a fare?

— Così, per vederti, per... vederci... Perchè anche tu mi vuoi bene, lo so, sì, ora mi vuoi bene; dimmelo...

Ella scosse la testa un po’ con sdegno, un po’ con tristezza.

— Anche se io ti volessi bene...

— Ebbene, cosa?

— Niente.

Egli s’alzò: ella s’avvicinò alla porta e guardò fuori; il sole batteva già sul muro del cortile; zia Luisa poteva scendere da un momento all’altro.

Cautamente Pietro si avvicinò a Maria e l’abbracciò.

— Se tu mi volessi bene... ebbene, ebbene?... — insistè. — Che t’importa degli altri?... Ma tu... tu mi vuoi bene?

— Lasciami, Pietro, lasciami... Possono vederci...