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e mia madre sospettano che io abbia qualche passione in cuore. Sarai prudente? Farai tutto quello che vorrò io?

— Tutto, tutto, cuore mio! Dimmi di buttarmi sul fuoco, dimmi di tagliarmi le mani...

— Non tanto! Basta che non cerchi di vedermi e di parlarmi spesso...

— Come tu vorrai, — egli esclamò, esaltato.

Avrebbe voluto chiederle chi era il «grosso partito» rifiutato, ma pensò a Francesco Rosana, e non osò trattenerla più a lungo. Poveretta, aveva la febbre.

La seguì con gli occhi, mentre ella attraversava il cortile illuminato dalla luna, e gli parve che ella piangesse.

Per segreta suggestione di Maria, zia Luisa fece partir Pietro subito dopo la vendemmia.

Come l’anno passato, egli si recava sull’altipiano, per la seminagione: il suo carro era carico di sementi e di provviste; il vomere intatto brillava sulla punta dell’aratro.

Era una sera di luna, una sera di ottobre, dolce e tiepida. Pietro era ripartito senza aver riabbracciato Maria, e spasimava d’amore e di tristezza. Ella non era più la stessa, no; ella era mutata, sofferente, infelice. Tutto per lui, sì, tutto per lui. Perchè egli se n’era ben accorto: zia Luisa e zio Nicola la trattavano con freddezza sdegnosa per-