Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/161

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

la via del male 159

Giove, verde e brillante, poco alto sull’orizzonle cristallino, e pensò:

— Saranno le sette: fra un’ora e mezzo sarò là.

Oggi è sabato. Se la notizia è vera trovo Francesco Rosana ancora là... Se lo trovo mi getto su lui e lo strozzo... No. Maria non lo ama, non lo vuole! Ella non può tradirmi, così, come Giuda tradì Cristo. Dev’essere stata la famiglia a imporle il fidanzamento. Ed ella, timida e paurosa, ha ceduto... Come ella deve soffrire! Chissà, forse è stata lei a farmi avere la notizia, ed ora mi aspetta...

Più andava, più il dubbio del tradimento si dileguava dalla sua anima smarrita: in fila serrata i ricordi gli ripassavano nella mente: ogni sguardo, ogni promessa, ogni parola di Maria gli ritornava nella memoria, destandogli un sentimento di profonda tenerezza.

In meno di due ore attraversò e risalì la valle: correva, ansava, smaniava: gli pareva di andare verso un luogo pericoloso, per salvare Maria da un incendio, per strapparla ad un destino abbominevole. Stendeva le braccia in avanti, e stringeva i pugni quasi per misurare la sua forza ed esercitarsi per la prossima lotta contro un nemico ignoto. Tutti gli istinti dell’uomo primitivo risorgevano in lui.

— Lo ucciderò... lo strozzerò, lo getterò a terra come un albero schiantato dall’uragano. Lo ucciderò, lo ucciderò!...

Per lungo tratto di strada egli non fece che ripetere quelle parole: gli sembrava di urlarle, gli pa-