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26 la via del male


La luna sorrideva ai sogni di Pietro, come sorrideva ai sogni e buoni e rei di altri sognatori dispersi nei campi, simile a una regina che sorride a tutti senza veder nessuno.

L’indomani Maria non venne al podere. Pietro si inquietò alquanto, sebbene lo confortasse la speranza poco pietosa d’un accidente sopravvenuto alla giovine padrona: salì fino allo stradale e scrutò la lontananza. Passavano donne e fanciulli carichi di cestini di fichi d’India, carri colmi d’uva, paesani d’Oliena sui piccoli cavalli rassegnati; Maria non venne.

— Diavolo, — pensò Pietro, ritornando alla vigna, — ecco, la prima volta che l’aspetto ella non viene. Vada al diavolo!

Anche l’indomani, anima viva non turbò la solitudine del podere: ma a misura che le ore passavano, Pietro sentiva una inquietudine insolita. Verranno? Non verranno? Il sole varcò il centro del cielo, le ombre degli ulivi cominciarono ad allungarsi. Ed ecco, il cane, legato sotto i peri dorati, cominciò ad abbaiare, ergendosi sulle zampe posteriori, coi piccoli occhi rossi rivolti allo stradale. Pietro indovinò, ancora prima di guardare.

Maria e Sabina, entrambe a cavallo, scendevano galoppando come due spiritate: fra un nembo di polvere grigia apparivano i loro visi rossi, illumi-