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dire che si somigliano. Si vede che zia Luisa non vuole Pietro per genero.

Il bettoliere indovinava. Quando Maria aveva annunziato il suo fermo proposito di sposar Pietro Benu, zia Luisa aveva arrossito. Poche volte in vita sua ella aveva dimostrato così evidentemente la sua collera e la sua vergogna. Dopo, madre e figlia, marito e moglie, s’erano bisticciati e ingiuriati. Zio Nicola per poco non si disse onorato della domanda di Pietro; zia Luisa dimenticò il suo «decoro» fino a piangere con vere lagrime.

— Pietro Benu? Il mio servo, sposare mia figlio, la vedova di Francesco Rosana? Pietro Benu, un uomo della peggiore linnìa1, un cane randagio che ha finalmente trovato un osso da rosicchiare? Ma ti hanno ammaliata, Maria? Che direbbe Francesco Rosana se risorgesse? Figliolino mio, fiore mio, ecco che ti piango come se ti avessero ammazzato una seconda volta!

— Il diavolo ti pianga! — gridò zio Nicola, battendo il bustone per terra. — Non lo hai pianto la prima volta e lo piangi la seconda!

— Lasciamo in pace i morti. — disse Maria. È inutile far scandali. Ho deciso. Son tanti anni che ci penso, e se non fossi stata sicura del fatto mio non avrei aperto bocca. Dunque è inutile gridare: voi conoscete la mia volontà. Ci sposeremo subito; andremo via, se vorrete: fra poco la casa di Pietro sarà ultimata.

  1. Lignaggio