Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/295

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la via del male 293


— La gente... che dirà la gente?... — singhiozzava la vecchia. — Non per me... ma per la gente, per il decoro della famiglia!

— Calmati, madama reale, — le disse zio Nicola, che spesso la chiamava ironicamente così. — Maria non deve sposarsi con la gente, deve sposarsi con Pietro Benu, che è un giovane intraprendente e fortunato. Ecco, prendi una presa di tabacco: uno starnuto ti farà bene.

Zia Luisa afferrò la tabacchiera e la scaraventò nel cortile.

— Tacete tutti e due, svergognati! Vedremo come andrà a finire!

Ma poi si rassegnò e pregò che le usassero almeno due favori. Primo: che il matrimonio si facesse nel massimo segreto. Secondo: che Pietro non stesse a seccare con visite frequenti.

D’altronde, fin dalla sua prima visita Pietro parlò chiaro:

— Zia Luisa, so che la mia presenza vi dispiace. Non vi do torto; vi rispetto e venero. Desidero che il matrimonio avvenga subito. Che dobbiamo aspettare? Da tanti anni abbiamo atteso ciò che più premeva: il consenso di Maria. Dunque? La mia casa non è ultimata, ma ci si può abitare. Fra giorni io parto per Cagliari; là acquisterò i mobili per la casa e i regali per la sposa: al ritorno faremo le pubblicazioni.

Benissimo: questi sono uomini che sanno parlare! — gridò zio Nicola.

Zia Luisa tacque.