Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/296

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
294 la via del male


Maria, che sedeva lontana dal fidanzato e quasi neppure lo guardava, pensò:

— Vuol fare degli acquisti a Cagliari! Lo imbroglieranno certamente. Ma non osò parlare.

Pietro fece altre due visite alla fidanzata, sempre di notte; ogni volta si parlò di cose indifferenti.

Una sera Maria nominò per caso il suo defunto marito, e notò una lieve espressione di disgusto sulle labbra di Pietro. Appena egli fu uscito, zio Nicola le disse:

— Bada, non si deve mai ricordare il primo sposo in presenza del secondo; non farlo più.

— Ma se prima lo nominavo sempre!

— Allora Pietro non era tuo fidanzato. Credi tu forse che un uomo libero sia come un fidanzato? No, vedi; l’uomo è come un’arma, innocua se è scarica, pericolosa se carica... Il fidanzato è un’arma carica; non bisogogna urtarla...

Alla quarta visita «l’arma carica» insistè per fissare il giorno delle nozze.

Ardeva e spasimava d’incertezza e di passione: ogni volta che entrava guardava Maria con occhi avidi, scrutando se sul viso della giovine vedova appariva qualche segno d’inquietudine.

Ella lo guardava appena alla sfuggita, ma bastava quello sguardo carico di desiderio perchè egli dimenticasse ogni altra cosa e vibrasse tutto di piacere selvaggio. Dopo il primo colloquio non s’erano trovati più soli: zia Luisa accompagnava Pietro fino al portone quando egli se ne andava,