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298 la via del male


Ora Pietro andava e veniva liberamente e rimaneva lunghe ore presso la fidanzata, che faceva gli ultimi preparativi per le nozze. Sebbene ella serbasse tutte le sue vesti da sposa, aveva acquistato un nuovo costume, molto modesto, quale si conviene ad una vedova che riprende marito.

Siccome la casa di Pietro non era ultimata e le nozze erano fissate per la seconda metà di maggio, zio Nicola ed anche zia Luisa avevano proposto agli sposi di passare la luna di miele in famiglia. Dopo tutto zia Luisa non era cattiva, e prima del denaro e del decoro della famiglia ella amava Maria di sviscerato affetto. Le vicine poi, con le loro adulazioni, e Pietro, con le sue continue gentilezze, l’avevano alquanto rabbonita.

— Fate vedere il corsetto che Pietro vi ha regalato, — le dicevano le vicine. — Gesù, Maria, che bella cosa! È un broccato antico; un regalo degno di voi e di Pietro Benu. E a quando le nozze?

— Ah, non sappiamo, — rispondeva zia Luisa, ripiegando il broccato e avvolgendolo nella carta velina.

Fino alla vigilia del matrimonio tutti ne ignorarono la data precisa: taceva anche zio Nicola, che rispettava gli antichi usi e trovava giusto che una vedova, in omaggio alla memoria del primo marito, non festeggiasse le seconde nozze; Pietro era il più impenetrabile. Non parlava con nessuno del suo matrimonio, sollecitava i muratori perchè terminassero la casa, e soffriva all’idea di passare