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calzarsi degli avvenimenti, non aveva indovinato il giusto desiderio di Pietro di non dormire dove Francesco Rosana aveva dormito.

Allora vennero ad un accordo: Pietro si sarebbe confessato e Maria avrebbe messo un altro letto nella sua camera!

Un giorno di maggio, alle tre del mattino, nella chiesetta del Rosario, vennero celebrate le nozze.

Maria non aveva chiuso occhio durante la notte. Alla una era già in piedi, pallida e stanca: le pareva di sognare; ricordava il chiasso, la magnificenza, il lusso e l’allegria delle sue prime nozze; ora tutto procedeva in silenzio, in segreto. Non era stata neppure ripulita la casa, non invitato un parente, un amico, all’infuori dei due testimoni indispensabili.

Eppure questa volta il cuore della sposa palpitava di gioia, le sue mani tremavano nel preparare il letto nuziale.

Scese in cucina, spazzò, accese il fuoco e preparò il caffè: un lieve rossore le colorì il viso stanco.

Verso le due risalì nella sua camera e cominciò a svestirsi, ed a misura che si levava e riponeva nella cassa gli indumenti da vedova provava una strana emozione, un impeto di gioia e di tristezza. Sì, ella si spogliava e si liberava d’una veste dolorosa; un triste periodo della sua vita cadeva