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304 la via del male


Anche al ritorno dalla chiesa il corteo passò inosservato: gli sposi precedevano, silenziosi, commossi, a testa china; soffiava un leggero vento di levante, che li avvolgeva col suo altito caldo e voluttuoso.

Erano belli e degni di stare assieme: una coppia perfetta. Gli accompagnatori, la parente e zio Nicola li seguivano guardandoli con ammirazione. Anche il prete diceva:

— Dio li benedica; sembran due fiori dello stesso cespuglio.

Zia Luisa aspettava dietro il portone: non pianse nè baciò gli sposi, come l’altra volta, ma gettò su di loro una manata di grano o augurò, senza scomporsi troppo:

— Buona fortuna! Buona fortuna!

Anche le due donne, che erano venute per aiutarla a servire il caffè e i dolci, gettarono manate di grano sugli sposi; poi corsero a prendere i vassoi e salirono nella camera di zia Luisa.

Il sacerdote, appena entrato, s’affrettò a benedire il letto, scambiandolo per quello degli sposi. Zio Nicola provò tale un impeto d’ilarità, che dovette piegarsi ed appoggiarsi al bastone, ridendo fragorosamente.

Chissà che faccia un altro figlio, ora, mia moglie! Ah, ah, un altro, ora!

Tutti risero; Maria attirò il sacerdote nella sua camera:

— Scusi, scusi, pride Pascale: venga di qui!