Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/307

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la via del male 305


XXIII.

Otto giorni trascorsero. Mai luna di miele fu più ardente e completa di quella di Maria e di Pietro.

Zio Nicola e zia Luisa se ne andavano quasi tutti i giorni in campagna, dalla mattina alla sera, per lasciare in libertà i due giovani sposi.

Maggio morente, con tutte le sue dolcezze ed i suoi ardori, completava l’idillio: i due sposi si abbandonavano senza freno alla loro passione selvaggia, e si amavano come dovevano amarsi le coppie primitive, nelle foreste giovani del mondo appena abitato.

Una volta Maria ebbe persino paura di Pietro, perchè egli la guardava con uno sguardo quasi feroce, con gli occhi verdognoli, iridati e misteriosi; ma quella paura del maschio, del predatore violento, la illanguidiva, accresceva in lei il piacere della dedizione. Le pareva d’esser portata via da un vento, da un turbine di voluttà: e diventava anche lei selvaggia, perdeva facilmente la leggera scorza di civiltà che l’avvolgeva in tempi ordinari; ritor-