Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/41

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la via del male 39


Ella gli si avvicinò, fissandolo.

— Prova! — lo sfidò.

Egli strinse il pungolo in mono: poi scosse la testa col suo gesto sprezzante.

— Non è niente! — disse allora la ragazza. Facciamo pace. Cos’hai Pietro Benu? Hai mangiato delle cavallette, oggi? Tè, Malavì; Tè, Malavi!

Il cane ritornò, correndo, e Rosa cercò di accarezzarlo.

— Accidenti, servo e cane, siete poco superbi! Ecco che Malafede mi abbaia sul viso. Lo so, sì, che cosa hai, Pietro Benu: so a che pensi. Me lo ha detto Maria.

— Che sai tu? Che può averti detto quella? egli mormorò con disprezzo.

Allora, eccitata e perfida, la ragazza gli disse:

— Maria mi ha detto che sei di cattivo umore perchè Sabina non è venuta. Ma Sabino si beffa di te: ella è innamorata cotta d’un giovane meno miserabile e selvatico di te... Ella mi ha consigliato di dirtelo, e di molestarti e provocarti...

— Chi, Sabina?

— No. Maria.

— Al diavolo chi l’ha fatta venire sulla terra! — egli imprecò, beffardo.

— No, non imprecare. Pietro Benu. Maria è gelosa di Sabina.

— Per cosa?

— Per te, stupido!

Egli rise, come aveva riso nel partire dalla vigna, quando i due cantori estemporanei si erano