Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/76

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74 la via del male


— Sì, era un famoso ladro; l’anima sua non fu accolta neppure nell’inferno, ed ora vaga per il mondo, assieme con altri sette spiriti di preti malvagi, coi quali talvolta penetra nel corpo di qualche creatura innocente. Una volta, parlando appunto per bocca di un fanciullo indemoniato, disse che per redimere l’anima sua bisognava offrire mille messe e cento processioni. Basta, certo è stato un ladro astuto, spauracchio di proprietari e di pastori. Tutto ciò che vedeva era suo.

«Passava vicino ad un gregge, adocchiava la più grossa pecora e il giorno dopo questa spariva; pareva che egli rubasse con gli occhi. Una volta passò vicino ad un ovile e adocchiò una grossa pecora nera di razza spagnuola: il pastore lo vide, e per sottrarre la pecora nera agli artigli del ladro la uccise, la sventrò e l’appese ad un ramo della capanna. Ma il ladro trovò il modo di farla sparire egualmente.

— Pietro non gode buona lama appunto perchè parente d’un simile avoltoio — osservò zia Luisa, intenta a fare dolci di pasta e di uva passa, ai quali dava forme interessantissime: anelli, scacchi, piramidi, croci e persino cappelli da prete.

Zio Nicola s’arrabbiò, battè il bastone contro il forno e gridò : — Venga davanti a me qualcuno che osi parlar male di Pietro Benu; venga avanti, se può; venga avanti, se ha fegato! Venga; gli risponderò io con questo qui.

E brandì il bastone, pronto a colpire i calunniatori del suo servo.