Pagina:Deledda - La vigna sul mare, 1930.djvu/68

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— Mi scriva subito una ricetta contro la malinconia.

— Subito.

Ed egli scrisse, compitando a bassa voce:

— Un grammo di sale in testa, per giudicare la propria fortuna: un mezzo etto di zucchero in cuore, per pensare alla gente che soffre, ai malati poveri, ai bambini deformi, agli animali maltrattati.

— Bravo, dottore. Ma sa dirmi con precisione in quale farmacia posso mandare a prendere questa medicina?

— Nella farmacia della buona volontà.

— La cercheremo. Mi dica, intanto, sul serio, come mi trova?

— Ma benissimo. Sembra un fiore; mentre la sua nonna, parlandomi di lei, mi ha fatto quasi paura. Anzi le dico di più: mi ha spedito lei qui, come una staffetta.

— Povera nonna, esagera sempre sul conto mio. Però l’esaurimento nervoso ce l’ho davvero. La notte non dormo; non posso stare mai ferma, e tutto mi dà noia. S’invecchia, dottore.

— Lo dice per me, o per lei? Io, per conto mio, mi sento sempre più giovane: ed ho quasi la convinzione che io e la sua nonna non morremo mai.

Ella lo guardava come un giorno aveva guardato il fanciullo che invece di andare a scuola correva al fiume per cercare dei pesci immaginari: