Pagina:Deledda - Le tentazioni.djvu/252

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odorava, il cielo sconfinava azzurro nei golfi azzurri, nelle montagne azzurre.

In quel gran silenzio soleggiato, il rumore della pietra percossa vibrava limpido, ripetuto in giro da più echi.

Sidra guardò attorno, con la mano sugli occhi, camminò cauta sull’erba fina ancora umida, andò di qua e di là, ma non vide nulla. Il rumore durò tutta la sera: verso il tramonto scoppiò una" mina, rintronando per tutte le profondità del Monte, e Pessa assu malu1 il cane, abbajò come un demonio incatenato.

Poco dopo tornò zio Sidru coi suoi porci abbastanza numerosi, ma non grassi (era cattiva annata di ghiande) che si fermavano grugnendo e frugando col muso lungo il sentiero.

— Rimani qui? — domandò a Sidra, che aveva acceso il fuoco.

— Rimango. Chi è che taglia pietre sul Monte?

— Che ne so io? Sarà qualche pezzente! — disse il padre con disprezzo.

Era un uomo alto, zio Sidru, alto e grosso,

  1. Pensa al male.