Pagina:Deledda - Marianna Sirca, 1915.djvu/83

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a pungermi, il tuo Bantine, o mi colpisca pure da lontano, sia tranquilla la mia coscienza, altro non resta. Ma un prete, no, non si deve derubare.

— Costantino Moro, sai cosa devo dirti? Che nè tu nè io siamo buoni a fare i banditi. Sagrestani siamo nati e sagrestani morremo.

— Va all’inferno, va in casa del boia, — imprecava sottovoce Costantino; ma più che al compagno le sue imprecazioni parevano rivolte a persone assenti, forse ai tre malfattori che lo avevano perseguitato.

Simone intanto non sapeva se era contento o scontento di quanto accadeva: gli spiaceva, certo, di sfigurare di fronte a Bantine Fera, e nello stesso tempo approvava Costantino che, con la sua debolezza, aveva pur dimostrato di non curarsi della prepotenza del giovine bandito.

D’altra parte il colpo proposto dai tre malfattori era buono e non solo buono ma anche facile, ed egli intendeva bene lo scopo di Bantine Fera nel proporgli di compierlo assieme: era un’alleanza, che gli