Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/386

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QUARTA 359

chè non pensava che a mangiare con somma quiete, quasi che non fosse stato ivi messo che per questo (è ben vero, che nessuno si prese la briga, nè ebbe la curiosità d’osservare ciò che faceva la notte) ond’è che fui obligato a darmi per vinto, ed accordare ai custodi l’insussistenza della mia risoluzione col farlo levare dal branco, come inutile.

Ma dal vedere l’anno dopo, che da questo Cavallo ne nacquero sedici redi, ebbi inaspettatamente la consolazione di poterne tirare con certezza la conseguenza, che la mancanza del frutto delli stalloni dipendeva in gran parte dalla diversità del governo loro, che apportava nel seme accidenti e circostanze inopportune, e distruttive di quell’uniformità che richiede la natura in opera sì gelosa, e della maggior conseguenza.

Tale esperienza mi diede il coraggio d’abbandonare il costume antico del governo delli stalloni per uniformarlo onninamente a quello delle Cavalle, ed il profitto che ricavai la prima volta che lo messi in opera, fu una riprova indubitata, che la scoperta era a seconda di natura, e la vera; poichè nessuno stallone mancò al suo dovere, e restai maggiormente assicurato dal vedere, che uno che non arrivava mai col governo antico a fecondare che quattro, o cinque, e quando arrivava a sei Cavalle era tutto quel più che potesse fare, di dodici che li se ne dava