Pagina:Dell'oreficeria antica.djvu/53

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e nei saccheggi perire i segni dell’opulenza anteriore, onde a noi con la descrizione di quelle maravigliose pompe restano solamente alcuni gioielli che i sepolcri e la terra chiudevano, salvandoli dalla rapacità dei barbari quasi perchè ne giungesse ai posteri notizia.


X.

anelli.


Inutil opera farebbe chi volesse dire chi fu l’inventore di quest’ornamento; e però dobbiamo sol contentarci di affermare che primieramente in Asia ed in Africa si usarono gli anelli, come ne abbiamo certo indizio e dalla storia e dalle scoperte fatte a Ninive e nelle piramidi. Si legge nella genesi che il patriarca Giuda consegnava all’ignota Tamar l’anello, il bastone e l’armilla: che con l’anello reale Faraone conferiva a Giuseppe parte del suo potere; che Assuero per onorar Mardocheo gli pose al dito un anello. Dice Tucidide che i re Persiani onoravano i loro sudditi donando loro anelli coi ritratti di Dario e di Ciro. Sembra che i Greci del tempo di Omero non ne portassero, poichè quel divin pittore dei tempi eroici e mitologici non ne fa cenno; dicesi che in Asia fosse usato universalmente, ma non sappiamo in qual tempo ciò accadesse ed in qual modo. Al tempo di Solone il portare l’anello e l’arte di falsificarne i segni ond’erano incisi era cosa comune: