Pagina:Dell'oreficeria antica.djvu/58

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ne sono di quelli in oro formati a foggia di nodi o di serpenti, oppure gemmati in diversi modi: se ne vedono spesso con scarabei o con pietre o con vetri incisi della più rara bellezza. Si trovano frequentemente con targhe in oro di quella forma che noi diciamo gotica, cioè ellittica ed acuminata, detta dagli stranieri ogiva, con soggetti rilevati a cesello sull’oro, con onici della medesima forma, ma lisci e contornati di oro; ve ne sono certi particolari che paiono più atti ad essere usati per sigillo che per anello, e hanno su le targhe ovali incisioni o rilievi della forma più arcaica e quasi egiziana. Gli anelli greci si distinguono fra tutti per la eleganza delle forme e la bellezza delle incisioni. I Romani usarono anelli di oro massiccio o vuoto, anelli di argento, anelli con targa di oro su cerchio di altro metallo, anelli di argento con punte interziate di oro, alcuni di pietra di un sol pezzo, ed il maggior numero con pietra incisa e posta sopra ogni sorta di metalli; ve ne erano con ritratti degli antenati o degli amici; ve ne erano con monete incastonate o con iscrizioni incise; in alcuni casi esprimevano allusioni simboliche alla storia reale o mitologica della propria famiglia. Silla aveva un anello ove era inciso Giugurta fatto prigioniero: Pompeo ebbe un anello su cui erano incisi tre trofei, ed Augusto prese per emblema in pria una sfinge, poi il ritratto di Alessandro il Grande, e finalmente il proprio ritratto, cosa che quindi fu usata da molti imperatori. Nella maggior corruttela dei costumi così in Grecia come a Roma si predi-