Pagina:Della Croce - L'historia della publica et famosa entrata in Vinegia del serenissimo Henrico III, 1574.djvu/18

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generale faina, raddoppiò talmente il Strepito, che commoffe laequepareua, che ogni co fa tremaffe, & venifièà ter^n continuando^ fempretale ribombo in molti luoghi per mare, e per terra, dou’erano fiate pofle di molte codcte, e particolarmente allepaYocchìe, e monafierij perdeuepaffauauo, con rumore di tambori,c fuono di trombe,epiffari fopra li vafcelliiu molta copia per fino nell’entrar in canale grande, fendo fi fermate le galee alla punta della dogana per rifletto delle molte barche, acciò non ne pericolaffe alcuna, & feorrendo i legni piccioli più oltre, entrò il Bucintoro in canale grande, doue il Re mirando da vna parte, e l altra reflò molto flupefatto per la bellezza di tanti edifici], e palagi fondati fopra l’acqua, per lagrandiffma copia di gente, che non fi poteua -vedere, ne afilettare maggiore filettacelo diqueflo, & per la vaghezza delle belle donne, ch’erano alle finefire (ornate di finijfimi tapeti) in grandiffimo numero à vedere cofi magna feSìa, e regia entrata, ejfendoui il fiore della bellezza, leggiadria, e nobiltà, che per effere tutte ve flit e di bianco, e bionde fecondo Irfo, e cofi urne della città raffmbrauanoà tante Dee, &faceuano vno bello vedere, la onde fi comprcfe chiaramente, che quefla vifla dilcttaffe molto, e piacejfe à fua Mqeftà perchè leuatafi inpiediper potere meglio vedere il tutto,le fiaua mirando con bella maniera hora da vna parte, & hor da l’altra, & efflendonormtù abboffato il Sole, lafciandonepriuidel fno bel fplendore,parueal SereniffìmoDucedi fareleuare tutta la coperta del Bucintoro, di modo che potendo fi veder, &cjfer vifti da l’vna parte e l’altra,la Maeftà fua tornò a federe, & così tutti gli altri al luogo fuo, & effóndo qua fi già notte arriuorono al palagio del.Ctariffimi Luigi Fofcari prepagato per fuo Regio alloggiamento con le due cafe GiuSìiniane appreffo, otte di nuòuo rinouorono i Strepiti d’artigliarle, tambori, trombe, e fuono dipiffari, & fmontata fua Maeftà di Bucintoro, il Trencipe, e Signoria l’accompagnorono di fopra alle fue fianze,p di prefo riucrentemente licenza con parole pieue dì molto affetto partirono, accompagnati da gli Mmbafcìatori fe ne ritornarono a San «JMarcOj&il Cardinale à cafa fua.li Chrìflianiffimo Rènenfu così toSìo entrato nelle fue regale, fianze, che venne alle finefire coperte d’vno ricco panno d oro con vno guanciale fopra del medefimo,a remirare la varietà di tanti mmcrofi legni, & il Stupendo, anzi marauigliofo Spettacolo dì genti, ch’erano fparfe per tutte le parti,per terra & per acqua, per il molto concorfo di Signori, e Centilhuomm forefiiori,venuti qua da tutte le Città, terre, e Caftella del Dominio Veneto, e da molt’altri luoghi alieni per vedere la Maeftà fua,che non fi poteua andare per le Strade tanto erano occupate, e per confirmatione maggiore di conofcere chiaramente quanto lei fuffe amataper tutt’Italia, compar fero ancora Mmbafciatori de’ Duchi,Trencipi,e gran Signori,per far feco vfficio di complimento; tra’ quali per l’iUuflrimo Cardinale de Medici il Signor Mario vrfino, per Firenze il Signor Conte Sigifmondo Roffi di San Secondo, per Gcnoua il Signor ^tgofimo Spinola,per Vrbino il Signor Conte di Montebello, per Tarma il Signor Conte Car lo Scotto, per l altezza del Signor Don Gioitami d’Mufirìa il Signor Don Gìouanni de Gufman,