Pagina:Della Croce - L'historia della publica et famosa entrata in Vinegia del serenissimo Henrico III, 1574.djvu/24

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faina di codetta. Venerii,fiua Maeftà andò à vedere la MarmeriaJa quale di commifsione della Signorìa flette fiempre in ordirne per tutto’l tempo, che dimorò qua,fetido vcftite le botteghe dì fi altere, ètapeti, con bellìfsima me]tra cadauno difile merci in gran copia, e fu con ìnteniioae d’andare incognita, ma tanto fù il concorfo delle genti,che con faticapuotepaffare; e fi ridujfc nella bottega degli honorati mercanti della vecchia al- ponte di Bjalto, per vedere gran quantità di gioic,tràle quali vno regale feettro tutto gioielato di molta filma,& valore chedipoi ne merco per vìntifei mille ficudi d’oro. VolJ’canco vedere l’honorata habitatione fopradetta delli già nominati Signori.Alemanni del Fondaco. Dipoi je n’andòà definarequafi fola incapa dell’^Ambaffator fuo,quà refidente à Santo Luigi,e’ffieffe volte fu incognita in barca per la terra vestita in altro habito fuo ri delfino ordinario co’l Signor Duca di Ferrara foto, talchépuoco fi fieruiua della fuagmrdia per che quando fipenfiaua fuffein cornera,era in qualche alteo luogo per la Città ritornandofiene à cafia affai tardo, ch’era poi accompagnata da molte forze, godendo con gran guflo la libertà di quefta patria, e per quefla fuapiaceuolegga e humanita, tutta la terra moflrauadi fentirne generalmente eterno gaudio con fomma contentezza, di vederlafempre. Circa le vinti due bofepartitafi dal firn regale palagio,fe ne veune poi al gran configlio, dou era affettata con gran de fiderio et incotrata già delle prime ficaie:e motate che hebb ero entrò nella la r,et andò à fieder al Tribunale apparato regiamete in mago del Cardinale legato, e del Trencipe, la. cui Maeftà daua confiolatione infinita à quelli Clarìfsimi Tadrt vedendo rifplcndere nel loro configliovno fie così bcllicofo nell’armi, famofo per grandezza, epotenga,e degno per merito,e per valore,& effendole prefentatoinnanti da Vno Segretario il capello aperto prefie pallota d’oro, e nominò di fenato il Signor Iacomo Coo tarmi,il quale fIridando il magnifico Cancelliere gride fileggio il Serenifsimo Henrico terzo,RèxJiFrancia,e di Polonia, fu pallotato, & eletto dì commnne confiehfo del configlio, & ejfendofi detto Gentiluomo poflo à piedi della tJMaeftà fiua per ringraziar la del fuo regio fauore gli rifpofe, che ringratiare doueffe tutti quei Signori, che l’haucano honorato fecondo i fimi meriti. Mentre che fina Maeftà dimorò in detto luogo giunfero qua il Signor Duca di Mantoua Illuflrifsimo con groffa comitiuadi Signori e Gentil’hucmlni, e poi Monfìeur le Gran Triore fratello naturale della Maeftà fua, con dieci pofle, & andorno à baciarle le regie mani nel gran configlio, e fendoft fatto dipoi notte fi leuorono tutti,e con molte forge acccfe accompagnorono fiua Maeftà alla barca,e da molti Gentilhuommì fimo al fino alloggiamento,dinnangf al quale nel Canale grande,circa le dne bore di notte furono fatti fuochi arteficiali fabricatiinvnagrancafà dilegno fopra due barche, li quali dopo vno longo flrepito nell’aria, e nell’acque non fi redeuano altro che fulminare, & ardere in ogni parte, nonfenga concorfo di popolovcnnto al rumore di così fatta nouità.. Sabbaio manna-, il Trencipe fu co’l Senato à vìfitarc li Signori Duchi di Sauoia,e Ferrara,edopò pranfo il Magnanimo Riandò à vedere l’~ 4 rfienai eco’l Indetto