Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/278

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252 ZOSIMO, DELLA NUOVA ISTORIA

fatti con Tribigildo, all’osservare propizio il tempo dì por mano ai concepiti disegni, ordinagli di condurre le milizie all’Ellesponto. Né v’ha dubbio ch’egli tenendo occulti i suoi pensamenti contro alla repubblica riuscito sarebbe, quetamente partitosi co’ barbari da Costantinopoli, ad effettuare le preparate novitadi, o sia la occupazione dell’Asia; nè incontrato avrebbe più ostacolo veruno ad impedire che la perdita di lei seguita fosse da quella di tutto l’Oriente. Ma la fortuna conservare volendo tuttavia salve le cittadi colà poste al Romano impero, egli, trasportato dall’impeto e fervore ingenito negli animi de’ barbari, si allontana da Costantinopoli, fornitogli quasi il general potere di condurre la guerra, ed a pena messo piede in Eraclea annunzia a Tribigildo quanto uop’era imprendere. Or questi risolvè di non avviarsi all’Ellesponto, paventando incontrare le truppe ivi di stanza; guastata in cambio pressoché in ogni parte la Frigia, investì la Pisidia, e dato ovunque, senza impaccio alcuno, il sacco, ritrassene il piede.

Gaine, alla notizia di tali eventi, e memore degli accordi fatti con Tribigildo, punto non badava ai popoli travagliati dalla guerra. Leone intanto sempre fermo ne’ luoghi presso all’Ellesponto, non osa venire a battaglia col ribello pretestando temere non costui per mala sorte, battendo altro straniero, mettesse improvvisamente a ferro e fuoco le campagne in vicinanza di quello stretto. Laonde volle il destino che, nulla ostando a Tribigildo, città qualunque cedere dovesse alla forza, e tutti gli abitatori, compresi gli stessi militi,