Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/300

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274 ZOSIMO, DELLA NUOVA ISTORIA

de il fiume scarica le sue acque nel Ponto, stimando opportuno il navigare breve tratto contro acqua spinti da remeggio e da propizio vento, infinattantochè vie meglio si accostassero al mare. Cosi fatto ed arrivati a questo luogo costruironvi per memoria della venuta loro Emone. Condotta poscia la nave Argo sopra macchine per lo spazio di quattrocento stadj al mare, approdarono alle piagge de’ Tessali. Non altramente scriveasi dal vate Pisandro, il quale sotto al titolo delle Eroiche divine nozze comprese poco meno che tutta la presente istoria. Alarico da Emone proceduto oltre valicò il fiume Aquili, e trapassati gli Apennini avvicinossi ai Norici. Questi poggi agli estremi confini della Pannonia forniscono strettissimo sentiero ai viandanti, alla cui difesa basta piccola guernigione, dato pur grande il numero delle genti ostinatesi di forza a valicarlo. Egli non di meno tragittatolo spedisce messi a Stilicone per averne danaro, protestando fatta a persuasione di lui così la sua permanenza nell’Epiro, come la gita in Italia e presso de’ Norici. Stilicone, alla costoro giunta lasciatili in Ravenna, prende la via di Roma onde consultare, unitamente all’imperatore ed al senato intorno agli affari del giorno. Ragunatisi nel palazzo i senatori per discutere se convenisse intraprendere la guerra, molti dichiararonsi d’un tal parere. Il solo Stilicone con altri pochi, vinti da timore aderendogli, erano ad essa contrarj, esortando la radunanza ad appagarsi col nemico. Qui li bramosi anzi di guerra che di pace, addimandavano a Stilicone il perchè, data la preferenza alle armi, con disonore della maestà Romana