Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/312

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286 ZOSIMO, DELLA NUOVA ISTORIA

contrato non avendo uom de’ nemici, giunse ad un Bolognese castello nomato Icubaria. Di là trascorsa l’Emilia ed abbandonata Ravenna si accostò a Rimini, grande città della Flaminia. Quindi lasciatala prontamente colle altre della stessa provincia entrò nel Piceno a confine del seno Ionico. Direttosi in seguito alla volta di Roma saccheggia, passando, e cittadi e castelli, di maniera che se gli eunuchi Arsacio e Terenzio, prima della comparsa de’ barbari in que’ luoghi, non essersi a precipizio sottratti conducendo a Roma Eucherio di Stilicone per morirlo giusta il comandamento del principe ed ivi eseguita avessero la sentenza, il giovane capitato sarebbe nelle mani d’Alarico e rimaso in vita. Gli eunuchi letti i comandamenti del monarca e consegnata Termanzia, imperiale consorte, alla genitrice, nè potendo per la stessa via tornare all’augusto, montata una nave dirizzaronne la prora alla volta de’ Celti e de’ Galli, ove tuttora il principe soggiornava. Questi, giunti che furono, estimando assai vantaggioso alla repubblica il rimunerare entrambi dei grandi servigi prestatigli, procurando l’uccisione d’Eucherio e restituendo Termanzia alla madre, inalzò Terenzio alla prefettura dell’augustale cubicolo ed Arsacio al susseguente posto. Messo in fine a morte Batanario maestro de’ militi nella gran Libia e consorte della germana di Stilicone, diedene la provincia ad Eracliano uccisore colle proprie mani di quel misero, ed in premio di ciò salito a cotanta onoranza.

All’avvicinarsi di Alarico a Roma e cingerla d’assedio il senato cominciò ad insospettire di Serena, quasi