Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/326

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300 ZOSIMO, DELLA NUOVA ISTORIA

porgendovi orecchio Alarico stesso, il quale, con moderazione comportato il resto, all’udire negato così alla sua persona come alle sue genti il magisterio delle milizie, tosto montando in collera ingiunse ai barbari di calcare la Romana via, quasi in vendetta della ingiuria ed a sè stesso ed a suoi fatta. Giovio quindi, mercè la imperiale risoluzione ridotto a mancanza di consiglio, tornò all’imperatore, cui giurò, bramando purgarsi da ogni colpa, inviolabile promessa di non venire in tempo veruno agli accordi col barbaro e di guerreggiarlo senza posa. Il principe a capo scoperto di parità sacramenta e comanda che tutti i possessori di magistrature eseguiscano il medesimo giuro.

Terminate queste faccende Onorio per muover guerra ad Alarico legossi con decimila Unni, e volendo che al giugner loro non mancassero le vittovaglie ordinò di provedere nella Dalmazia il minuto bestiame, i buoi ed il frumento. Invia parimente esploratori ad indagare in qual modo il nemico accingerebbesi al viaggio, e chiama da per tutto le sue truppe. Se non che Alarico pentitosi della intrapresa spedizione contro di Roma, manda i pontefici delle città ambasciatori ad Onorio per indurlo a non permettere che quella Roma la quale da più di mille anni comandato avea a gran parte del mondo al presente disastrata venga, per sua colpa, dai barbari, e dalle fiamme distruggansi gli amplissimi edificj entrovi contenuti; procurasse in cambio ottenere a moderate condizioni la pace. £ tanto più rinunziandosi da loro ad ogni onorevole magistratura ed al godimento delle Provincie da prima dimandate, onde stabilirvisi, bra-