Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/364

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Con piacere la fantasia accoglie la presenza di un Dio visibile nell’astro che crea e svolge ad un tempo sotto gli occhi nostri le maraviglie della natura, e un giovane eroe s’abbandona con piacere alla speranza che il Dio stesso delle battaglie nella corporea sua forma, scenderà nella mischia, scorrerà le fde de’ suoi soldati, e guiderà il suo braccio alla vittoria. Un altro ancora assai più singolare prestigio seguitava quel cullo, per chi cresciuto in mezzo alla filosofica vanità, e tutto acceso d’amore e di riverenza per gli antichi, aspirava ad emularne la gloria: gl’Iddìi del paganesimo animato avevano gli eroi di Platea e di Maratona, e proietto le aquile romane sino a’ confini del mondo, intantochè, sebbene per cagioni d’assai diversa natura, le calamità e la decadenza dell’impero proceduto aveano d’un passo eguale coll’ingrandimento della Chiesa cristiana (21).

Tutto questo però non sarebbe stato per avventura ancor sufficiente a far abbandonare a Giuliano il vessillo della nativa sua fede, se nel non breve soggiorno circi fece nell’Asia minore, dove recossi dopo l’innalzamculo di Gallo suo fratello alla dignità di Cesare, due cagioni non si fossero ivi riunite capaci singolarmente, l una ad indebolire lo splendor della nuova, l’altra a fortificare in qualche guisa la debolezza della vecchia fede. Era quella provincia la principale stanza non meno degli scismi della Chiesa, che della platonica filosofia. I primi suscitando al cristianesimo i pericoli di una profana dottrina, ed avviluppando di quistioni la natura stessa della divinità, smarrire facevano al pio seguace la stabile mela della sua credenza, e lo scisma