Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/408

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ma lunghesso l’Eufrate. L’Assiria offeriva sì un ricèo • terreno dove vettovagliare, ma intersecato da innumerevoli canali sgorganti dal Tigri e dall’Eufrate, che, l’arte avea procacciati,? che liberali ora da’ loro ritegni, tagliavano coll’inondazione del paese la marcia all’esercito, de’ disagi a patire intoflerandi da soldati avvezzi al clima d’occidente, e prodotti dall’ardore del. suolo, dalla putrefazione dclje degli insetti che ne derivano, e ad espugnare, Perisaborà e Magomalca, stimate estremamente malagevoli a vincersi, e tenuta imprudente cosa a lasciarsi non vinte. Ammirando noi pertanto con Id storico militare di questa- guerra, l’audacia, laperseve-. ranza, l’industria di que’ soldati pochi mesi prima tumultuanti in Parigi al solo -nome di Persia, ed ora intenti, al cospetto -d’un instancabile nemicq e nel bollente, estate dell’Asia, a ravviare le acque neMorq canali, a rifare le strade, a tragittare in mal sicure zatte le profonde gore dell’Assiria, a scavar mine? ed a superare fortezze, ammirando la virtù del condottiero che come gli talenta la volontà loro governa-, e nel campo divide col soldato i travagli, corre il primo -al pericolo, e trasfonde nell’esercito la sua attività ed il- suo ardore, mentre nel consiglio ne regola con saviezza i movimen. ti, ne descrive il piano degli assedj, la forma degli attacchi, l’opportunità degli assalti.;; l’abbandoneremo incapaci a seguitarlo in così lungo e laborioso cammino, e dopo averlo salutato vincitore nella stupenda oppugnazione di Magomalca, posta presso a’ parchi reali, ed a undici miglia da Ctesifonte, il raggiungeremo irt

acque, e dalla quantità fìnatm’ente due fortezze