Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/415

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sìfonte. Ma il re Arsace mancò alla fede ed all’alleanza, ed i generali romani ritardati da gelosia di comando, indarno furono attesi dal loro principe sotto le mura della nemica capitale (99). Una forte guardia esigeva Tarmata per la sua custodia, a supporsi anche stazionaria sul Tigri, e se posta in movimento, ventimila uomini occorrevano, secondo Ammiano (’), onde rimorchiarla contro la corrente del fiume. A forze di tal modo stremate un altro importante scemamento è da farsi, cagionato dalle perdile inseparabili da ogni esercito, ma piò ancora dai disagi d’una sì lunga marcia, d’iin clima sì ardente, e di una guerra travagliosa e munita. Il perchè, se all’esercito di sessanta mila uomini, che tanti erano rimasi a Jerapoli, vogliansi tali scemanze computare, egli è chiaro che una vasta e popolosa città, circondata dal fiume, e da profonde paludi, difesa da numerosa guarnigione, e riputata insuperabile non meno pel sito che per le sue fortificazioni, dovuto avrebbe, e nel suo assedio occupare la più gran parte di quelle forze, ed una assai ragguardevole nella sua custodia, ove pure fosse stala espugnata. Ma Giuliano, comechè fin qui vincitore in tutti i diversi combattimenti, non ancora per altro scontrato erasi coi grandi eserciti reali, nè pugnato avea per anche in una solenne battaglia campale. Il Persiano, sebbene implorasse la pace, tuttavia con grande sollecitudine preparava a sè intorno i mezzi a più valida difesa, ed a maggior incendio di guerra. Dalle più distanti provincie già a <’) Lìb.,4, c. la.


Prefazione di S. P. alle Off, se, di Giuliano.