Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/422

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ed il centro. Il principe che obhliatn area la corazza (108), e, quanto a sè, marciava con una fatai sicurezza, all’improvviso annunzio imbraccia lo scudo, e corre con un drappello a rinforzare prima la fronte, • poi il retroguardo, intanto che pe’suoi ordini i addati di leggiera armatura, caricando le spalle del corpo che assalito avea il centro, ed i colpi, assettando ai dorsi de’ cavalli, ed a’ garettoli degli elefanti (’), il volgono in fuga e disperdonp. In questo mezzo le guàrdie, gli amici, i circostanti tutti, avvertono il loro signore ch’egli è senza armatura, e il pregano con ogni più supplichevole modo ad allontanarsi, ed evitare il pericolo della irrompente moltitudine, che mista d’amici ed inimici, da ogni parte in cerca di scampo rovinava. Indarno I dove anzi più la folla s’addensa, dove più il rischio è sicuro, ivi sta l’imperatore.. Accennando, gridando, esorta a perseguitare il nemico, e immemore d’una vita da cui quella pendeva dell’esercito e dell’impero, offre il primo l’inerme suo petto a’ colpi de’ fuggitivi, che pur fuggendo difendonsi, e la freccia di.uri cavaliere vola a traforargli le còste, e piantarglisi nella parte inferiore del fegato. Senza nè scavalcare, nè uscir dalla mischia, Giuliano considera la sua piaga e tenta liberarla dall’arme fatale, ma non altrimenti che un late sforzo riuscito fosse funesto in quella terra medesima ai soldati d’Antonio (108), il bitagliente ferro si gli morde i nervi delle dita, che pel dolore cade dai cavalto

(’) Suffrasjinta. Forse A miniano usa questa parola per denotare la partieolar sensazione di quella parte tutta nervosa.