Pagina:Della biblioteca di monsignor Alessandro Lazzerini e del migliore suo collocamento memoria.djvu/16

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

-( 16 )-


volle il Testatore benemerito, ove al Consiglio piacesse:

a) Concedere al benefiziato, che monsignor Lazzerini designò per Bibliotecario, un’annua permanente responsione di Ln. 50; con che i signori Lazzerini, per sé e loro successori, renunziassero alla disposizione del Testamento;

b) dare alla Giunta facoltà di trattare con i signori Amministratori della Roncioniana ne’ termini sopra espressi;

c) anticipare la somma occorrente per collocare la Biblioteca, da rimborsarsene d’anno in anno co’ due terzi della sua rendita;

d ) approvare la conversione del capitale in rendita dello Stato, per averne un frutto maggiore;

e) ordinare la vendita delle Opere proprie di monsignor Lazzerini, in aumento del capitale medesimo, com’egli stesso intendeva che fosse fatto.

Vero è, che poco spaccio ce ne possiamo ripromettere, attesa l’indole delle Opere medesime: intanto che fu creduto (e vi concorse il parere di uomini rispettabilissimi) di sospendere la stampa di quelle inedite, che l’autore aveva incominciata in Roma. Ma in ogni modo si può tentare; e (quando non s’abbiano a dare a peso di carta) ogni offerta può essere accettabile. Non è però questo che urge: urge, o Signori, che si deliberi sulle proposte che ho avuto l’onore di svolgere.