Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 1.djvu/23

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ALLA GEOGRAFIA DI STRABONE 9

da pregiarsi che Strabone ricevesse dal padre suo educazione e disciplina tale per le quali divenne chiaro (42) vivente, e chiarissimo dopo morte. Come, allorché udiamo il nome Poeta subito la mente nostra corre ad Omero, e il nome Oratore ne rammenta Demostene, similmente udendo il Geografo, altro non intendiamo se non che Strabone (43).

Ma non era egli solamente geografo. Annoverasi anche fra gli storici, e di maggior conto, ove si giudichi la smarrita sua istoria dalla Geografia ch’è infino a noi pervenuta. Non pertanto egli non si sarebbe illustrato nè nella istoria nè nella geografia, se stato non fosse filosofo. E quando formalmente filosofo non l’appellassero Plutarco (44) e il bizantino Stefano (45), basta a rappresentanelo tale l’opera sua (46).

Strabone fu ammaestrato nella greca letteratura da Tirranione grammatico, in quel tempo specialmente famoso (47). Le aristoteliche dottrine le udì da Senarco (48), e fu condiscepolo di Boeto (49). Nondimeno, come fu pure da altri osservato, s’ingannarono quanti perciò Strabone reputarono filosofo peripatetico (5o). E certo dalla testimonianza di Strabone medesimo ch’egli studiasse anche le dottrine peripatetiche, come per avventura studiò quelle di altre filosofiche sette, ma nella sua Geografia si rinviene un maggiore novero di testimonianze per le quali è palese ch’egli abbracciasse specialmente la setta stoica, come il suo condiscepolo Boeto, stoico illustre, secondochè apparisce da Cicerone (51), Plutarco (52) e Diogene Laerzio (53). I filosofi di Grecia erano divisi in varie sette, perciocché