Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 1.djvu/52

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38 PROLEGOMENI

giò oltre il dovere questi, dai quali apprender poteva molte cose giovevoli alla sua geografia, e specialmente dal suo contemporaneo Agrippa. Così spesse volte si nomina da Strabone, per le altre sue illustri azioni, ma non mai come geografo, sebbene Plinio, di cinquanta anni quasi più recente che Strabone, adduca spesso Agrippa per testimonio in fatto di geografia. Il perchè alcuni supposero (210) che per anche pubblicata non fosse in Roma la descrizione della terra da Agrippa composta, quando Strabone componeva la sua. Pur Agrippa, genero di Augusto Cesare, morì nell’anno 742 di Roma, cioè 36 anni prima della morte di Strabone, e il suocero suo prese cura di terminare quanto mancava ancora al compimento delle geografiche tavole (211).

Ma ove tu eccettui queste colpe che a Strabone si appongono, restano ancora molti e gran pregj nella sua geografia, di modo che debbesi gran lode ad esso per la fatica sostenuta in comporla, e grazie al tempo che non ce la rapì, come la storia di lui. Per gli argomenti in essa trattati è ricchissima, ma non meno commendevole n’è la narrazione. L’indole del discorso di Strabone, sebbene talora negletta, è tuttavia senza affettazione , vibrata (212), pura, chiara, dove il suo testo non fu offeso dalle penne d’ignoranti amanuensi (ai 3). Ma sventuratamente patì anche il libro di questo sapiente Geografo ciò che patirono quasi tutti gli scritti degli antichi. Tanti sono gli errori intrusi nel testo, che prima che esso fosse edito dal Casaubono, era quasi impossibile leggerlo senza fastidio. Prima di questo tentò di emendare Strabone il secondo suo traduttore Xilan-