Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 1.djvu/60

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46 PROLEGOMENI

nese Guarino, e dal tifernate Gregorio (231), e fu stampato dal 1469 (o 1471) sino al 1559, dodici volte; e la decimaterza nell’anno 1652 (232). La versione è barbara, e in molti luoghi è pure erronea, perchè seguì codice, il cui testo non era per anche impresso, nè emendato da nessuno. Ha nondimeno questo pregio, che i traduttori trasformarono in parole e frasi latine, tutto ciò che trovarono scritto, con tanto rispetto e fede, che ancora oggidì la versione loro vale siccome un codice (233). Abbiamo veduto superiormente che questa versione, ma alcun poco emendata, fu pubblicata nel 1549 unita al testo.

Nella nuova edizione della Biblioteca greca di Fabricio accenna l’Harles anche un’altra traduzione latina nel 1540 (234) pubblicata dal Pircimero. Egli non la giudica, nè io giudicarla posso, poiché non l’ho mai conosciuta.

Nel 1571 fu impressa col testo la nuova latina versione dello Xilandro, intorno alla quale ho antecedentemente favellato.

Nelle lingue vive abbiamo due traduzioni per intero della geografia di Strabone, ed una del terzo libro soltanto. Primo voltò e pubblicò in idioma italiano tutto Strabone nel 1552 il Bonacciuoli (235). La sua traduzione ha gli errori dell’antica latina, perchè fu fatta su testo scorretto al par di quella, ma è ugualmente fedele, onde anch’essa talora giova all’emendazione del Geografo.

La seconda versione è in lingua tedesca, e fecela nel 1775 il Penzel, com’egli dice, dal greco.