Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/120

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108 della geografia di strabone

chiamano Stati1 e s’incontrano presso l’Istro e il deserto di Scizia. E forse anche il tempio d’Ammone che una volta era lungo il mare, dopo che le acque si apersero il mentovato passaggio rimase fra terra; e stima che appunto per essere stato sul mare quell’oracolo fosse tanto celebre e conosciuto, mentre se ne fosse stato sempre tanto discosto quanto al presente, è da credere che non avrebbe ottenuta mai tanta celebrità e tanta riputazione. Così anche l’Egitto, al parer suo, sarà stato anticamente coperto dal mare sino alle paludi presso Pelusio ed al monte Casio ed al lago Sirbonide2: d’onde anche oggidì quando nell’Egitto si scavano le miniere del sale trovansi banchi di sabbia e conchiglie fossili, come se il mare avesse coperto una volta tutto il paese, e tutto quel tratto di terra ch’è intorno al Casio ed alle così dette Gerre fosse stato una palude che andava a congiungersi col golfo dell’Eritreo. Ritraendosi poi il mare, questi luoghi furono discoperti dall’acque, e rimase soltanto il lago Sirbonide, il quale essendosi anch’egli aperta un’uscita

  1. La voce Στήθος significa il petto d’un uomo. I naviganti l’applicarono quindi a certi banchi di sabbia sporgenti alcun poco dall’acque, perchè rendono immagine d’un uomo che nuoti supino. - Del resto il Gossellin osserva che il riempimento dell’Eussino da Stratone accennato non potrebbe mai avvenire, e che gli accrescimenti di terra prodotti dai fiumi sono sì piccola cosa, che appena dopo moltissimi secoli si possono conoscere.
  2. È il lago Sabaki Bardoïl o lago di Baldovino, avendo ricevuto quest’ultimo nome da Baldovino I re di Gerusalemme.