Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/189

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libro secondo 175

circoscriverla punto, e senza limiti: perocchè essa ha un lato comune e confuso coll’Ariana: il fianco meridionale fu preso negligentissimamente, siccome quello che non limita la detta Sezione, ma le passa pel mezzo, e lasciandone molte parti verso il mezzogiorno non ne descrive la maggiore lunghezza, perchè il fianco settentrionale è molto più lungo. E nemmanco l’Eufrate costituisce il fianco occidentale di questa terza Sezione; nè ciò farebbe quando bene scorresse per una linea retta. E nel vero non trovandosi i suoi punti estremi sotto uno stesso meridiano, perchè mai dovrebbe formare il lato occidentale, piuttostochè quello di mezzogiorno? Ed anche senza di ciò, è sì piccola cosa quanto rimane dall’Eufrate al mar di Cilicia e di Siria, che non par ragionevole il non allargare la terza Sezione anche a que’ due paesi, mentre e Semiramide e Nino ch’ivi regnarono soglion essere denominati Sirii; e quella fondò la città e la reggia di Babilonia, questi la metropoli della Siria; ed una stessa favella è rimasta fino ai dì nostri alle genti che sono al di qua e al di là dell’Eufrate. Lo smembrare pertanto con siffatta divisione una gente sì celebre, ed assegnarne alcune parti a nazioni straniere non è cosa che punto convenga. Nè Eratostene dirà che a questo lo costringesse la soverchia grandezza ch’avrebbe avuta la terza Sezione; perocchè ciò che va sino al mare non potrebbe mai pareggiarsi all’India, e nè anche all’Ariana ciò che si stende sino ai confini dell’Arabia felice e dell’Egitto. Il perchè sarebbe stato assai meglio allargare più oltre i confini di questa Sezione, come noi abbiam detto, con aggiungervi