Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/190

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176 della geografia di strabone

ciò che rimane fin al mare di Siria. Il lato meridionale non sarebbe più quale lo dice Eratostene, nè in linea retta; ma cominciandosi dalla Carmania piegherebbesi subito alla spiaggia destra marittima: perocchè chi navighi nel golfo Persico sino alla foce dell’Eufrate, e di quivi raggiunga i confini della Mesene1 e della Babilonia (la quale è il principio dell’istmo che divide l’Arabia felice dal resto del continente); poi, attraversando quell’istmo si spinga fino all’estremo punto del golfo Arabico, a Pelusio ed alla Bocca canopica del Nilo, costui avrà percorso il lato meridionale. L’occidentale poi sarebbe la spiaggia marittima dalla Bocca canopica fino alla Cilicia.

La quarta Sezione sarebbe composta dell’Arabia felice, del golfo Arabico, di tutto l’Egitto e dell’Etiopia. La sua lunghezza determinerebbesi da due paralleli, l’uno dei quali è segnato a traverso del punto più occidentale; e la larghezza sarebbe lo spazio situato fra due altri paralleli, uno nel punto più settentrionale, l’altro in quello più meridionale: perocchè trattandosi di figure irregolari, delle quali non è possibile divisare coi lati la larghezza e la lunghezza, bisogna determinarne di questo modo l’estensione.

In generale poi è da considerare, che la lunghezza e la larghezza non si pigliano nel medesimo senso rispetto al tutto e rispetto alle parti. Nel tutto chiamasi

  1. La Mesene comprendeva le terre basse e sabbiose che l’Eufrate attraversava poco prima di versarsi nel golfo Persico. (G.)