Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/193

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libro secondo 179

Porte caspie sia di seimila e settecento stadii; e da Babilonia ai confini della Carmania e della Perside di più che nove mila, pigliando questa distanza sopra una linea retta condotta verso il levante equinoziale, la qual linea poi è perpendicolare rispetto al fianco che la seconda e la terza Sezione hanno a comune. Così secondo Eratostene risulta un triangolo rettangolo, coll’angolo retto verso i confini della Carmania, e coll’ipotenusa minore di uno dei lati che sono intorno al detto angolo. Il perchè (dice Ipparco) bisognerebbe attribuire la Perside alla seconda Sezione.»

Contro tutto ciò già fu detto che nè la linea tirata da Babilonia alla Carmania si piglia in vece di un parallelo, nè quella che disgiunge le Sezioni in vece di un meridiano: di modo che a nulla riesce ciò che dice Ipparco contro Eratostene. E nel vero, mentre Eratostene dice che dalle Porte caspie a Babilonia v’ha quel numero di stadii che già si è registrato (cioè seimila e settecento), dalle Porte caspie a Susa quattromila e novecento, e da Babilonia a Susa tremila e quattrocento; Ipparco partendosi da queste medesime ipotesi, afferma che le Porte caspie, Susa e Babilonia formano un triangolo con angolo ottuso, che quest’angolo ottuso cade sopra Susa, e che i lati sono della grandezza già detta. Quindi ragiona che, in conseguenza delle premesse ipotesi, la linea meridionale onde sono attraversate le Porte caspie taglierà il parallelo di Babilonia e di Susa in un punto quattromila e quattrocento stadii più occidentale che non è quello in cui lo taglia la linea retta condotta dalle stesse Porte ca-