Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/207

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libro secondo 193

si spinge in mare al pari della Laconia, ed è poco meno meridionale del capo Maleo1, e fa un seno non dispregevole2. Così anche il Chersoneso di Tracia3 abbraccia insieme col Sunio il golfo Melas, e gli altri golfi di Macedonia che vengono appresso. Ma volendo anche passare sotto silenzio cotesto errore, le distanze determinate quasi tutte con manifesta inesattezza accusano un’eccessiva ignoranza dei luoghi, la quale non ha bisogno di geometriche dimostrazioni, ma è manifesta e attestata dalle cose stesse. Come a dire che mentre il transito da Epidamno4 al golfo Termaico è di più che due mila stadii, egli lo fa di soli seicento: così da Alessandria a Cartagine contò più che tredici mila stadii5 mentre non ve n’ha più che nove mila; giacchè, secondo Eratostene stesso, Caria e Rodi sono sotto un medesimo parallelo con Alessandria, e lo stretto di Sicilia è sotto quel di Cartagine; e tutti poi s’accordano a dire che la navigazione dalla Caria allo Stretto non è di più che nove mila stadii. E senza dub-

Strabone, tom. II. 13
  1. Capo Malio o Sant’Angelo.
  2. Strabone accenna qui il golfo Saronico ora d’Engia. Avrebbe potuto citare anche il golfo Argolico o di Napoli ch’è pure fra il Maleo ed il Sunio. (G.)
  3. La penisola di Gallipoli lungo lo stretto dei Dardanelli. Il golfo Melas o Nero è il golfo di Saros. (G.)
  4. Epídamno è Durazzo sulle coste dell’Albania – Il golfo Termaico dicesi ora di Saloniki.
  5. Cioè tredicimila e cinquecento. Le misure poi che Strabone stesso viene indicando fanno ascendere la distanza fra Alessandria e Cartagine a diecimila e cento stadii, anzichè a soli nove mila. (G.)