Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/212

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198 della geografia di strabone


È pertanto una delle cose spettanti propriamente a geografia l’avere supposta sferica la terra del pari che l’universo, e l’avere ammesse quelle altre cose le quali conseguitano a siffatta ipotesi, come a dire che la terra è divisa in cinque zone. Dice poi Posidonio che il primo a introdurre questa divisione della terra in cinque zone fu Parmenide; ma ch’egli stende al doppio del vero la larghezza della zona torrida situata fra i tropici, sicchè allagherebbesi al di là di questi due cerchj sopra le zone temperate: che secondo Aristotele, la zona torrida comprende soltanto ciò che si trova fra i due tropici, e le due zone temperate contengono tutto ciò che si trova fra i tropici ed i cerchj artici1. Ma Posidonio contraddice a tutte e due queste divisioni, e con ragione: perocchè torrida dicesi quella zona la quale per soverchio calore non può essere abitata; ma che della zona posta fra i tropici se ne possa abitare più della metà2 ne sono prova quegli Etiopi i quali abitano al di sopra dell’Egitto. Oltre che l’ampiezza di questo spazio è divisa dall’equatore in due parti uguali: e in una di queste parti si contano dieci mila stadii3 da

  1. Il Casaubono prima di tutti propose di correggere il testo evidentemente corrotto in questo periodo. Il Siebenkees adottando la correzione di quel filologo fece autorità agli Editori francesi per seguitarla anch’essi. Io posso ora aggiungere anche la testimonianza gravissima del Coray.
  2. Da quello che Strabone soggiunge poi apparisce che si dovrebbe leggere piuttosto quasi la metà. (Ed. franc.)
  3. Dieci mila. Non v’ha dubbio che si dovrebbe leggere cinque mila. Strabone contava dall’equatore ai confini della terra