Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/239

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libro secondo 225

dono tutt’al più di settanta mila stadii, dei quali poco meno di trenta mila si vogliono dare alla parte occidentale, cominciando dal golfo Issico fino alle estremità dell’Iberia, per modo che dal golfo predetto a Rodi ve n’abbiano cinque mila; di quivi al capo Salmonio1 di Creta, ch’è il promontorio orientale dell’isola, mille; più che due tanti tra la lunghezza di Creta e lo spazio fino al Criu metopon2; di quivi al capo Pachino nella Sicilia più di mille; dallo stretto di Sicilia alle Colonne d’Ercole tredici mila; e finalmente dalle Colonne all’estremità del promontorio Sacro dell’Iberia circa tre mila. Aggiungasi che anche la misura della perpendicolare non fu pigliata con esattezza, se pure Narbona trovasi collocata quasi sotto il medesimo parallelo di Marsiglia, a questa sotto quel di Bizanzio; di che fu persuaso anche Ipparco. E nel vero la linea condotta a traverso del mare è sotto un medesimo parallelo con quella che passa per le Colonne e per Rodi; e siccome da Rodi fino a Bizanzio (considerando amendue questi luoghi come situati sotto un medesimo parallelo) contansi circa cinque mila stadii, così altrettanti dovrebbe averne la perpendicolare già detta. Ma poichè affermano che il maggiore tragitto di questo mare dall’Europa alla Libia, partendosi dal golfo Adriatico, è di circa cinque mila stadii, debbe in questo esservi errore; o bisognerebbe che da quella parte le coste della Libia in-

  1. Capo Salomone di Candia.
  2. Fronte di Montone: ora capo S. Giovanni. Il capo Pachino è ora capo Passaro.
Strabone, tom. II. 15